O L T R E I T H A N G A c'è ...
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SOMMARIO:
Oltre Ithanga c'è ... Ngatemara Cath Missioni di Isiolo in Kenya
Oltre Ithanga c'è ... la Missione di Esmeraldas in Ecuador
Oltre Ithanga c'è ... Milala in Tanzania
Oltre Ithanga c'è ... Sumbawanga in Tanzania
Oltre Ithanga c'è ... Society of Nirmala Dasi Sisters di Isiolo in Kenya
Oltre Ithanga c'è ... Ngatemara Cath Missioni di Isiolo in Kenya
Aiuta pure i bambini diversamente abili e abbandonati di Ngatemara Cath Missioni di Isiolo in Kenya
Aiuta pure la SOCIETY OF NIRMALA DASI SISTERS di Isiolo in Kenya, il cui motto è "Andiamo dove gli altri non vogliono andare".
LETTERA APERTA
di Sr. Rosiliy Pidiyath, madre Superiore del Kenya delle suore Nirmala Dasi
Isiolo, 12 settembre 2007
Molti e calorosi saluti colmi di preghiere dalle suore Nirmala. Possiamo
presentarci a voi? Siamo conosciute come la Società delle suore Nirmala
Dasi.
La Società delle suore Nirmala Dasi
e’ stata fondata nel 1971 da Mar
Joseph Kundukulam, arcivescovo di Trissur, insieme al reverendo Fr. Joseh
Vilangadan, il co-fondatore, nel Kerala - India del Sud.
Offriamo il nostro servizio ai calpestati, tiranneggiati, emarginati , negletti
e a chi ha il cuore spezzato come pazienti lebbrosi, pazienti HIV positivi,
persone anziane ed invalide, persone con handicap mentali e fisici, ragazze
madri ed ai loro figli, abitanti delle baraccopoli ecc. Offriamo il nostro
servizio in molte zone dell’India, Ungheria ed in Africa (Kenya).
Siamo arrivate in Kenya nel 1983. Abbiamo
una comunità nel
Korr, un deserto nella diocesi
di Marsabit. Le suore si occupano di 14 sottostazioni e villaggi nel deserto
dove le persone non hanno
acqua, case e aiuto sanitario. Stiamo gestendo un dispensario e cliniche
mobili per la vaccinazione. Offriamo posti in collegi per ragazzi e ragazze
delle scuole medie; diamo la possibilità di frequentare la scuola per
infermieri e svolgiamo attività pastorali nella parrocchia.
Abbiamo un’altra
comunità nella diocesi di Maralal nel distretto di Wamba. Lì
possediamo una casa che si chiama Huruma
home che offre ospitalità a 30 ragazzi con handicap. Questi
ragazzi non sono in grado di parlare, di stare seduti o stare in piedi.
Dipendono totalmente da terzi per le loro attività giornaliere. Siccome è una
casa piccola, non possiamo ospitare altri bambini e abbiamo una lunga lista d’attesa.
Alcune delle nostre sorelle lavorano nell’ospedale della diocesi in Wamba .
Recentemente abbiamo cominciato a costruire una nuova quinta
casa nella diocesi di Marsabit
per bambini fisicamente handicappati. Questa casa per bambini aprirà
ufficialmente il 20 di Dicembre 2007. Anche qui stiamo gestendo un dispensario e
siamo completamente impegnate nel lavoro pastorale.
Da sei anni accettiamo candidate del Kenya nella nostra comunità. La case delle
novizie è stata aperta e benedetta il 2 Febbraio del 2005 dal vescovo di
Muranga Rev. Fr. Peter Kihara. Al
momento abbiamo sei candidate. La
prima di loro, originaria della tribù Turkana e proveniente dalla diocesi di
Marsabit, parrocchia di Karare, ha fatto il primo voto (professione di fede) il
10 marzo del 2007. Attualmente abbiamo due ragazze nel noviziato, due nel
postulato e due aspiranti. Purtroppo non possediamo nessuna casa novizia propria
e siamo costrette a pagare l’affitto.
Se Dio vuole, è nostro sogno e desiderio di avere una nuova "casa propria" per gli anziani e per i disabili, poiché ne abbiamo tantissimi in lista d’attesa. Vorremmo ospitare almeno trenta persone. Non abbiamo le entrate sufficienti per investire nei crescenti bisogni infrastrutturali. Vi supplichiamo per il vostro gentile aiuto che sarà molto apprezzato da tutte le nostre Sorelle e dalla comunità intera.
madre Superiore del Kenya delle suore Nirmala Dasi
P r o g e t t o - u n a - n u o v a - "c a s a - p r o p r i a" - p e r - g l i - a n z i a n i - e - p e r - i - d i s a b i l i

Aiuta la Società delle suore Nirmala Dasi Sisters, Ngaramara Catholic Mission, di Isiolo in Kenya
SE DESIDERI DARE UN CONTRIBUTO PER FINANZIARE IL "PROGETTO UNA NUOVA CASA PROPRIA PER GLI ANZIANI E PER I DISABILI" ALLORA DEVI STAMPARE IL SEGUENTE MODULO - A TAL PROPOSITO SI RICORDA CHE LE DONAZIONI EFFETTUATE A SOGGETTI ONLUS SONO fiscalmente deducibili.
Associazione di Volontariato San Martino Missione Ithanga - Via di Bertalia, 47 - 40131 Bologna (Italy)
Tel.: 051 6347557 - 3394142315 - www.forithanga.org ithanga99@libero.it - C.F. 91260820377
EMIL BANCA - C/C 005000059803 - ABI 07072 - CAB 02402 - CIN J

- L'attuale scuola di Isiolo - - L'interno della attuale scuola -

- L'interno della attuale scuola -


- Il campo dove sarà costruita la nuova scuola di Isiolo -

- L'attuale cucina della scuola di Isiolo - - Padre Barnaba spiega ad Antonio, a Lory e a Sonia il progetto della nuova scuola -

I bambini di questa località vivono in condizioni particolarmente dure. Molti bambini nascono handicappati a causa dell’estrema povertà, della mancanza totale di cure mediche e della malnutrizione. Purtroppo vengono abbandonati perché le famiglie non riescono a sostenerli. I missionari stanno facendo un importante lavoro perché questi bambini vengano accolti e perché tutta la comunità trovi una vita più dignitosa.

SE DESIDERI DARE UN CONTRIBUTO PER FINANZIARE IL PROGETTO ALLORA DEVI STAMPARE IL SEGUENTE MODULO
A TAL PROPOSITO SI RICORDA CHE LE DONAZIONI EFFETTUATE A SOGGETTI ONLUS SONO fiscalmente deducibili
Oltre Ithanga c'è ... la Missione di Esmeraldas in Ecuador
Aiuta pure la popolazione di ESMERALDAS in ECUADOR
Auguri di Natale 2007 da Esmeraldas
Carissimi,
vi inviamo un saluto particolare e l’augurio che il Natale sia una festa di rinnovato incontro con il Cristo che viene ad assumere la nostra fragilità e a condividere la nostra condizione umana.
Questa verità cristiana incoraggia molto il nostro vivere qui e dà senso al nostro camminare in mezzo ai quartieri di periferia, incontrando persone che necessitano soprattutto del recupero della loro dignità umana e della convinzione che ogni persona è immagine di Dio. Desideriamo inoltre ringraziarvi per il sostegno e l’interessamento con cui ci state seguendo. Noi stiamo vivendo ancora una fase di transizione, (almeno fino a Natale) perché nella parrocchia dove lavoriamo, non c’è il parroco.
Il vescovo ci ha convocate, insieme ad alcuni laici impegnati, perché ci prendessimo cura della parrocchia, che è di una vastità immensa. Altro che le parrocchie italiane! Oltre che il turno nell’Ufficio parrocchiale, a noi ha dato l’impegno di seguire la pastorale degli infermi e degli anziani in tutto il territorio della parrocchia (solo il barrio della Propicia 1 e 2, dove noi viviamo, sono circa diecimila persone) e di interessarci delle 28 “comunità del campo”: comunità di cristiani della zona rurale che si riuniscono nella loro cappella, guidati da una persona catechista o da altre persone incaricate. Solo poche di queste comunità sono raggiungibili con la corriera o con la “ranchera” (un camion coperto, con i sedili).
Quando qualcuno ci accompagna andiamo per la celebrazione della Parola, che solitamente è di sera, (le strade di notte non sono sicure, anche perchè i tratti senza abitazioni sono molto lunghi), oppure andiamo al sabato mattina per incontrare i bambini del catechismo.
Quando disporremo di una macchina in grado di affrontare le strade sterrate e sconnesse, potremo andare in tutte le cappelle. Pensate che per raggiungere alcune comunità, l’unico mezzo di comunicazione è il cavallo o la canoa! Vi immaginate le suore a cavallo! Sta terminando l’anno scolastico e catechistico, iniziato a metà aprile. Qui il clima è sempre caldo umido, niente attutisce l’afa. Sono cominciate le piogge, che solitamente durano fino ad aprile. La nostra strada, che è tra le più sconnesse, piena di buche e di pietre, si allaga subito e bisogna uscire con gli stivali. In poco tempo però tutto diventa normale, la vita è uguale per tutti, la fatica, le difficoltà sono di tutti e noi siamo ben contente di condividere i disagi della nostra gente.
C’è sempre, poi, chi sta peggio di noi, chi vive in situazioni più malsane, dove l’acqua piovana si incontra con la fogna e lì bisogna passare, camminare, grandi e piccoli… e l’acqua potabile non si sa cosa sia…
Apprezzate tutto ciò che avete e ringraziate il buon Dio che vi ha permesso di avere così tanto!
Un saluto di tutto cuore da Sr Imelda Sr. Massimiliana Sr Mary Kamene
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Carissimo Antonio,
sicuramente avrai ricevuto uno scritto fatto in fretta il giorno in cui per caso ho aperto in internet il vecchio indirizzo e-mail. Qui ad Esmeraldas non possiamo permetterci di usare molto internet, costa molto stare collegati. Oltre che a pagare un abbonamento annuo, ogni volta che si apre e si occupa la linea telefonica si paga un tanto al minuto. Andinanet non ha niente a che vedere con Telecom. Però un servizio che ci permette di comunicare lo fa per cui siamo contente.
Siamo ad Esmeraldas da poco più di nove mesi. Siamo venute con lo scopo di condividere il più possibile la vita della gente, per cui casa, cibo, mezzi, ... tutto secondo lo stile delle persone con cui viviamo. Fino ad ora abbiamo vissuto in un 'barrio' (quartiere) lontano dalla città circa sette Km, un luogo dove vive gente quasi tutta negra, non considerata, lasciata da parte e che manca di identità, si sente ancora in colpa di vivere in una terra che non è la sua dopo quasi 500 anni che la calpesta.
Le abitazioni sono molto semplici, in poco spazio vivono in tantissimi, le strade sono piene di buche, di fango e acqua quando piove e di polvere quando c'è.
Il clima è sempre caldo-umido, addosso non sei mai asciutto. La nostra casetta è in mezzo a quella degli altri , con le stesse caratteristiche, forse tenuta un po' meglio, però in affitto, nessuno in questo luogo ha una casa propria se non una palafitta o baracca di legno. Percorriamo tutti i giorni le strade di questo quartiere che conta circa 8.000 abitanti, i bambini sono sempre quelli che fanno il numero più alto, e di chilometri ne facciamo! Passiamo per salutare, per dire una parola buona, per invitare a qualche riunione, per visitare anziani e malati, per mostrar loro che il buon Dio non li ha dimenticati, attraverso noi è lì con loro. La macchina, chi se la può permettere?
Con l'inizio dell'anno, che ha coinciso con la venuta della Madre Generale, il Vescovo del Vicariato (Esmeralda non è ancora diocesi, pur essendo regione, provincia e città perchè le mancano dei requisiti, uno dei quali è un sufficiente numero di sacerdoti locali) ci ha chiesto di lasciare questo luogo e di andare a vivere dall'altra parte della città, in un altro barrio, dove la gente ha più bisogno di una presenza di religiose. E' un barrio di pescatori, che non ama la vita cristiana, la chiesa .... Chissà se noi potremo far qualcosa! Anche lì la povertà è grande, anche se tutti hanno da mangiare. (In Esmeraldas non si soffre la fame) Le povertà sono di altro tipo, umana, morale, sociale, di lavoro, di valori.
Abbiamo cercato una casa in mezzo a questa gente. L'abbiamo trovata, la padrona ce la dà in affitto e neanche per pochi dollari, però per viverci abbiamo bisogno di farci dei lavori, il tetto è il primo che necessita intervento, quando piove è come essere sotto una doccia. Anche se vogliamo vivere come la gente alcune cose bisogna che siano diverse, altrimenti ci ammaliamo e non possiamo fare il lavoro che ci viene chiesto. Per sistemarla non abbiamo ancora il preventivo, però non sarà poco per noi. Uno dei nostri obbiettivi è anche quello di vivere con ciò che ci guadagniamo. Una di noi, infatti, insegnerà religione in una scuola, solo la mattina, il pomeriggio è tutto e per tutte e tre per la pastorale, per stare con la gente. Se la gente non viene a noi, noi andiamo a loro!
Ora se per la casa troviamo chi ci dà una mano, ringraziamo la provvidenza! Abbiamo visto che fino ad ora non ha mai mancato di assisterci, sicuramente non lo farà ora!
La macchina sarà un mezzo di cui parlarne più avanti.., anche perchè c'è un buon servizio di mezzi pubblici.
Come è andato il tuo viaggio in Tanzania? Chissà quante cose belle, ma anche meno belle che hai visto!. Tutto aiuta a comprendere l'uomo e a valorizzarlo indipendentemente dal suo fare. E in Kenya quando ritorni? Chissà che non ti venga la voglia di fare un giro anche per di qua? Io lo spero.
Un saluto di tutto cuore Massimiliana, saluti anche da Imelda e Mary Kamene la quale per la beatificazione del Fondatore, il 27 maggio, sarà in Italia.
08/02/07 Esmeraldas ECUADOR
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Aiuta la popolazione di ESMERALDAS in ECUADOR
SE DESIDERI DARE UN CONTRIBUTO PER FINANZIARE LA POPOLAZIONE DI ESMERALDAS in ECUADOR ALLORA DEVI STAMPARE IL SEGUENTE MODULO - A TAL PROPOSITO SI RICORDA CHE LE DONAZIONI EFFETTUATE A SOGGETTI ONLUS SONO fiscalmente deducibili
Oltre Ithanga c'è ... Milala in Tanzania
Aiuta pure la popolazione di Milala, un villaggio della Tanzania, dove si vuole realizzare il progetto "Acqua per Milala"

Karibuni, il Circolo di amici dell'Africa
La disponibilità di acqua migliora le condizioni e l' aspettativa di vita, e a noi sembra scontata, ma Milala, un villaggio africano della Diocesi di Mpanda in prossimità del lago Tanganica, ancora oggi non c'è, e si deve andare ad attingerla a due chilometri e mezzo di distanza con secchi e bilancieri.
Noi di "Karibuni Solidarietà" vogliamo portarla nel villaggio in misura sufficiente ai bisogni elementari della popolazione, ossia almeno dieci litri per ciascun abitante, è questo è il progetto "Acqua per Milala", che secondo lo schema qui sotto, si concretizza con la costruzione di una stazione di pompaggio, una condotta ascendente fino ai serbatoi di carico, che fungono anche da vasche di decantazione, ed una linea di distribuzione, che alimenterà alcune fontanelle disposte in modo opportuno all'interno del villaggio.
OBIETTIVI, PROGETTI, IMPEGNI E CONTRIBUTI
OBIETTIVI
PROGETTI

CONTRIBUTI
Se vuoi partecipare alla realizzazione dei nostri progetti, puoi farlo versando il tuo contributo sul c.c. n. 1081775, tenuto dall’Arcidiocesi di Bologna presso la Banca Popolare dell’Emilia Romagna, codice ABI 5387, CAB 2403 con l’indicazione “pompa solare” nella causale.
Attenzione, però, che questo conto raccoglie denaro per diversi scopi, perciò la precisazione della causale è molto importante per esseri sicuri che il sostegno arrivi proprio al progetto che si riferisce.
Inoltre, per facilitare l’aggiornamento dei dati sarebbe anche utile notificare il versamento al curatore del progetto, all’indirizzo e-mail vic5058@iperbole.bologna.it
Oltre Ithanga c'è ... Sumbawanga in Tanzania
Aiuta pure la popolazione di Sumbawanga, un villaggio della Tanzania
Associazione di Volontariato San Martino Missione Ithanga - Via di Bertalia, 47 - 40131 Bologna (Italy)
Tel.: 051 6347557 e 3394142315 - www.forithanga.org ithanga99@libero.it - C.F. 91260820377
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E dopo 1.230 km da Dar es Salaam abbiamo raggiunto Sumbawanga…
Questa cittadina, appartenente al distretto di Rukwa, è posizionata tra il lago Rukwa e il lago Tanganyika, ad un’altitudine di 1.800 m.s.l.m.. La temperatura era decisamente piacevole, perché durante il giorno il sole riscaldava con forza i nostri corpi e i nostri cuori, mentre la sera ci regalava una brezza leggera che ci ritemprava le menti, regalandoci sonni sereni.
Qui abbiamo avuto modo di conoscere le Suore della Congregazione di Maria Santissima Regina dell’Africa (M.M.M.A = Maria Mtakatifu Malkia wa Africa), nata in Tanzania ma presente anche in Zambia, e siamo stati colpiti tanto dalla loro semplicità ed umiltà, quanto dal loro grande impegno ed amore verso il prossimo.
Ci hanno accolto con calore fin dall’inizio e ci hanno ospitato in una pensioncina gestita da loro, uno dei pochi mezzi di autofinanziamento di cui dispongono.
Nella loro Casa Madre, poco lontano dal centro della città, sono davvero tante ed ogni stanza è occupata da due Sorelle.
Ognuna di loro ha una propria attività, che svolge con impegno e dedizione. C’è chi si occupa del dispensario, chi del mulino, chi della cucina, chi della Caritas, chi lavora nelle coltivazioni, chi insegna nelle scuole, chi si prende cura dei bisognosi, chi accudisce gli orfani, chi lavora in ufficio e ancora chi dedica il proprio tempo a curare le Suore anziane e malate.
Le attività sono moltissime ma nonostante ciò, queste piccole-grandi formichine, hanno trovato tempo da dedicarci per mostrarci le meraviglie di un luogo forse dimenticato dagli uomini, ma nel quale la presenza di Dio è davvero tangibile.
I bisogni sono molteplici e la Congregazione non ha alcun finanziamento esterno, ma cerca di andare avanti con i propri piccoli introiti, nonché con le offerte dei fedeli e dei benefattori.
Anche le Suore devono fare i conti con questa situazione e spesso non hanno possibilità neanche di curarsi e sono costrette a chiedere sostegno ad altre Congregazioni. Accettano di buon grado tutte le difficoltà che devono superare e sono grate al Signore quando ricevono un segno della Sua Provvidenza…
I principali progetti che vorremmo sostenere sono l’orfanotrofio e la scuola secondaria femminile.
ORFANOTROFIO ST. MARTIN DE PORRES
L’orfanotrofio si trova a Katandala e attualmente è gestito da Sr. Agripin Kinkolo.
Il nostro cuore si è spalancato davanti allo splendore dei bambini, che ci sono venuti incontro con tanta voglia di giocare e di farsi coccolare.
Il numero dei bambini presenti nel centro è difficile da stabilire, anche perché sempre in crescita, e si tratta soprattutto di bambini orfani o abbandonati, alcuni dei quali davvero piccolissimi: 1 o 2 mesi!
Non abbiamo potuto fare a meno di notare gli abiti vecchi e strappati dei bambini, nonché le condizioni umilissime delle stanze e di tutta la struttura in generale, molto grande ma bisognosa di manutenzione.
Le camere hanno lettini arrugginiti con poche coperte, molte delle quali vecchie e rovinate. Non ci sono giocattoli per i bambini e le stanze in cui i bambini trascorrono il loro tempo quando il tempo fuori non è bello, hanno pavimenti cementati, senza tappeti morbidi o attrezzature adatte a bambini così piccoli.
Il cibo ed i vestiti sono scarsi, le medicine ancora di più.
Nonostante le mille difficoltà, le Suore fanno il possibile affinché i bambini ricevano cure, attenzioni e affetto, nella speranza di trovare famiglie che possano accoglierli con amore.
Le Suore, infatti, cercano di rintracciare i parenti di questi bambini che, solitamente, rimangono in orfanotrofio fino ai due anni circa, e li affidano a loro affinché se ne prendano cura e li crescano.
Il concetto di famiglia in Africa è molto più ampio rispetto al nostro ed è un dovere prendersi cura dei propri parenti, soprattutto dei bambini. In questo modo, non solo i genitori sono responsabili nei confronti dei piccoli, ma anche nonni, zii e cugini.
Quando, però, i bambini non hanno più nessuno, le Suore li supportano mandandoli a scuola e garantendo loro una situazione il più possibile stabile e serena.
Ciò che vorremmo fare per aiutare questo orfanotrofio è cercare di raccogliere fondi per sistemare la struttura e renderla più accogliente per i bambini e per le Suore, nonché sostenerli per l’acquisto di cibo, vestiti e medicine, ma anche per pagare le visite per i bambini malati e per far fronte alle spese che quotidianamente si rendono necessarie.
- Loredana -
Progetto
“NUOVO ORFANOTROFIO”
Orfanotrofio
St. Martin De Porres – Sumbawanga (Tanzania)”
Dopo la bellissima esperienza in Tanzania dello scorso anno, ad Aprile 2008 un gruppo di volontari è partito nuovamente alla volta di questa meravigliosa terra, con l’obiettivo di porre le basi per il progetto di miglioramento dell’orfanotrofio St. Martin De Porres a Sumbawanga.
- Bambini -
Per prima cosa si è cercato di migliorare almeno l’aspetto esteriore dell’orfanotrofio, ridipingendo le pareti e il soffitto, riverniciando i lettini arrugginiti, lavando tende e zanzariere, nonché sistemando alla bell’e meglio pavimenti e serramenti.
- Antonio Triolo e Claudio Severoni - - Claudio Severoni con un bimbo dell'orfanotrofio -
Si tratta, senza dubbio, di un grande progetto, al quale l’Associazione vuole
dedicarsi con tanta energia, perché a questi piccoli ospiti venga garantito ciò
che riteniamo assolutamente indispensabile per tutti i bambini del mondo, vale a
dire cibo, cure ed igiene.
- Antonio Triolo, un bimbetto dell'orfanotrofio e Sonia Piccolo -
Il centro, attualmente, ospita circa 50 bambini, ma il numero è in
aumento a causa dei continui abbandoni o dei decessi dei genitori.
Questi bambini vivono per lo più nel cortile interno dell’orfanotrofio, che non offre alcun tipo di svago, se non il gioco con bottiglie, latte e altri oggetti che vengono trovati in giro, a volte pericolosi.
- Margheret
Sica gioca con i bimbi -
Lo
stesso cortile, con pavimento cementato, viene utilizzato per far asciugare i
panni, che vengono semplicemente stesi per terra al sole, in mancanza di
adeguati spazi.
Quando piove i bambini sono costretti all’interno di una piccola “casetta” di cemento, nella quale i bambini, inoltre, consumano i pasti seduti per terra, su una stuoia di canne di bambù.
- Margheret e Sonia - - Vincenzo e Claudio -
Il cibo scarseggia e le cure sono pressoché inesistenti, poiché le Suore, pur
dedicandosi con grande amore a queste piccole creature, non hanno risorse a
sufficienza per potersi permettere di più.
Le condizioni igieniche lasciano alquanto a desiderare, sia perché i bambini
vivono tutto il giorno all’aperto, sia perché le tre badanti che lavorano nel
centro, non riescono a far fronte a tutte le necessità di 50 bambini.
Vi è inoltre una minore attenzione a molti aspetti che minano la salute dei
bimbi, quali il cambio frequente del pannolino, un bagnetto almeno settimanale,
il cambio dei vestiti sporchi, ecc…..
Tra gli
obiettivi del progetto, infatti, c’è anche quello di assumere altre badanti,
almeno una ogni 10 bambini, e sensibilizzare queste alla necessità di una
maggiore cura dell’igiene dei bambini.
C’è bisogno, però, anche di spazi adeguati all’interno dei quali i bambini
possano mangiare, giocare e anche iniziare il loro percorso di apprendimento.
- Vincenzo Calì -
Nell’immagine "1) OGGI" si vede, indicativamente, la struttura dell’orfanotrofio come si presenta attualmente.
All’interno dell’edificio già esistente vorremmo costruire delle camere
per gli ospiti di passaggio. Sumbawanga, infatti, si trova al di fuori dei
normali percorsi turistici, nonché di quelli dei volontari/missionari.
Supportando le attività della Congregazione ci auguriamo di poter far conoscere
meglio questa zona a tutti coloro che sono interessati a questa realtà.
Chiunque volesse fare un’esperienza, avrebbe così l’opportunità di
soggiornare presso l’orfanotrofio e toccare con mano ciò che stiamo
raccontando.
Realizzando,
inoltre, un piccolo ufficio sarebbe possibile mantenere ordine tra i
documenti che riguardano l’istituto, nonché pensare ad una gestione
amministrativa più efficace.
L’idea è quella di costruirvi un altro edificio a ferro di cavallo, al
quale si accederebbe da un corridoio, attualmente murato, posto all’estremità
settentrionale di quello principale.
In questa struttura, ai lati, potrebbero trovare posto le camere per le
badanti che si fermano durante la notte, l’infermeria, ora
inesistente, e alcune nuove camere per i bambini.
Al centro, nel cortile, è prevista la costruzione di un portico coperto,
dal quale i bambini potrebbero accedere ad uno spazio giochi, vale a dire
un’area coperta appositamente studiata ed attrezzata per il gioco.
Accanto allo spazio giochi, nel refettorio,
debitamente arredato da tavoli e seggioline, i bambini potrebbero consumare i
loro pasti comodamente seduti.
Al di là del refettorio si troverebbe la cucina.
Tutt’intorno all’intera struttura sarà costruito un muro di recinzione, per
la protezione dei bambini e di chiunque lavori all’interno
dell’orfanotrofio.
Se le donazioni lo consentiranno, infine, vorremmo costruire anche un asilo,
soprattutto per i bambini più piccoli che, non muovendosi ancora autonomamente,
non hanno alcuna attività da svolgere durante tutta la giornata e rimangono
tutto il giorno seduti per terra.
Per portare a termine tutto il progetto,
cercando di limitare il più possibile i costi e focalizzandosi sulle cose più
necessarie, occorrerebbero almeno 45.000 Euro.
Oltre a questo, se fosse possibile, sarebbe sicuramente importante installare pannelli solari per la produzione di acqua calda, assolutamente utile per i bambini. Questo costerebbe circa 15.000 Euro.
- Mensa -
... e così dopo 18 giorni di lavoro abbiamo regalato ai ragazzi dell'orfanotrofio tanta felicità
- Antonio Triolo e
Sonia Piccolo -
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Un altro progetto, nuove speranze
Grazie alla generosità del Club 41 di Bologna sono iniziati i lavori dell'Orfanotrofio
Quando scatta la molla dell'amore e della fratellanza l'uomo è in grado di fare cose grandi. E questa volta quella molla ha fatto sì che potesse concretizzarsi un altro progetto sostenuto dalla nostra Associazione: la ristrutturazione e l'ampliamento dell'Orfanotrofio St. Martin De Porres.
I tanti bambini che la capiente struttura sarà in grado di ospitare e noi dell'Associazione di Volontariato "San Martino ONLUS - Missione Ithanga" dobbiamo un infinito grazie al Club 41 di Bologna che a più riprese ha messo in cantiere mirate iniziative culturali con il fine di contribuire alla costruzione dell'importante opera.
Nel 2008, infatti, con la regia di Matteo Cotugno, era stata rappresentata la commedia in due atti "Tutti a Troia" di Giovanni Gotti (vedi pagina Eventi ); poi nel 2009 era stata, invece, portata in scena l'altra interessante commedia, sempre di Giovanni Gotti dal titolo e sempre con la regia di Matteo Cotugno, dal titolo "L'Inferno di Dante: commedia non certo divina" (vedi pagina Eventi ).
Al Club 41 Bologna
va, quindi, il nostro più sincero ringraziamento per la generosità e sensibilità
dimostrata.
Il Club 41 di Bologna è sul web: www.club41italia.org/home.asp?Club=Bologna+-+18
La solidarietà è scattata. Si parte ... ... ...
- I mattoni sono stati sfornati. Le fondazioni sono state costruite -
- Sul cantiere, tra montagne di mattoni, è un continuo via vai di maestranze -
- Veder nascere una casa, un orfanotrofio, è come veder nascere un bambino, ossia una nuova speranza -
- Mattoni, cemento e tanto lavoro -
- Particolare e panoramica dei luoghi -
- La casa che nascerà sarà il nido di tanti poveri orfanelli -
G I R L S S E C O N D A R Y S C H O O L d i S u m b a w a n g a
( LA SCUOLA SECONDARIA FEMMINILE DI SUMBAWANGA)
Sempre
a Katandala, vicino a quello che viene chiamato il Monte Sacro, sta sorgendo la
scuola secondaria femminile, grande orgoglio delle nostre amiche Suore.
Il luogo è stato scelto poiché vi è una serenità particolare, che permette di raggiungere la pace interiore, ma anche di concentrarsi profondamente per lo studio.
Il carisma della Congregazione, infatti, è proprio quello dell’ISTRUZIONE e credono fermamente che sia fondamentale per tutti, grandi e piccini, avere almeno una formazione primaria. Questo forse non garantirà una posizione professionale stabile in una terra così povera, ma permette di “aprire la mente” e avere più possibilità di cavarsela nelle diverse situazioni che si propongono nella vita…..insomma, di far funzionare il cervello!
Questa scuola è stata fortemente desiderata e noi, vedendo il complesso, l’abbiamo considerata un’opera d’arte. Questo grande lavoro è realizzato da quello che è considerato il miglior costruttore della zona, Mr. Ngolle, insieme alla sua squadra di operai specializzati, accuratamente selezionati per le loro competenze in tutta la Tanzania.
Gli edifici attualmente terminati, vale a dire le aule per le classi I e II, gli uffici amministrativi, il dispensario, l’ostello, la casa delle Suore-insegnanti, i bagni e la lavanderia per i ragazzi, nonché i laboratori di chimica e biologia, fanno davvero invidia a quelli europei. Per quanto riguarda il dispensario, inoltre, sarà garantita assistenza non solo a studenti ed insegnanti, ma anche alle famiglie della città. Ci sarà anche la maternità e la farmacia e tutti avranno diritto alle cure, anche chi non ha i soldi per pagarle.
Le Suore si stanno battendo affinché medici e professori siano giustamente stipendiati dallo Stato.
Ciò che stupisce è la grande attenzione ai particolari, alla qualità dei materiali utilizzati e al tentativo di fare in modo che tutto perduri nel tempo nel miglior modo possibile.
Tutto ciò, naturalmente, comporta un grande sforzo economico e finora è stato possibile andare avanti grazie ai fondi raccolti da una famiglia olandese che ha preso a cuore il progetto.
Adesso, però i soldi scarseggiano e il complesso deve essere terminato.
Ci sono ancora da costruire le aule per le classi, III – IV - V e VI, la hall, la biblioteca, un ufficio per gli insegnanti, un campo per la ricreazione e il laboratorio di fisica, nonché tutto il muro di cinta per la sicurezza di studenti ed insegnanti.
Non esiste una scuola di questa portata in tutta la zona e la popolazione è fiera di quest’opera ed è impaziente di mandare le proprie figlie a studiare lì. Ciò significa che vi è una grande volontà di cambiamento e soprattutto di sviluppo ed è giusto dare loro la possibilità che abbiamo tutti noi!
Nei giorni in cui visitavamo la scuola, Sr. Maria Stella, la Madre Superiora, si trovava nella capitale (Dar es Salaam) per chiedere al Ministero dell’Istruzione i permessi necessari per iniziare le attività didattiche.
Le Suore vorrebbero che questa scuola diventasse un esempio e che altre ne venissero costruite, affinché l’istruzione abbia la giusta considerazione nella società, soprattutto in quella africana nella quale è necessario crearsi la propria strada fra tante difficoltà.
Oggi la scuola ha ottenuto l’autorizzazione dal Ministero e noi ci auguriamo di poter aiutare questa comunità a portare avanti un progetto così importante per i giovani e per le famiglie.
Orfanotrofio
St. Martin De Porres – Sumbawanga (Tanzania)
Viaggio 2009
Di nuovo a Sumbawanga per portare un po' di conforto ai bambini dell'orfanotrofio
- Claudio -
- Daniela - - Dott.ssa Francesca -
- Franca -
- Franco e Antonio -
- Antonio -
- Antonio - - Ragazzi ciechi -
- Katherin -
- Rita -
- Sonia - - Mary -
- Vincenzo -
CONTRIBUIAMO ANCHE NOI A RENDERE FORTI QUESTE REALTA’ E RALLEGRIAMOCI DEL FATTO CHE ANCHE NEGLI ANGOLI PIU’ REMOTI DELLA TERRA ESISTANO PERSONE CHE DEDICANO LA PROPRIA VITA A CREARE LA SPERANZA E AD ACCENDERE SORRISI.
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